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PESSAC-LÉOGNAN ROUGE

Pessac-Léognan è l'unica appellation di Bordeaux che ha vigneti dentro la città. I château del nord, come Haut-Brion, La Mission Haut-Brion e Pape Clément, sono letteralmente circondati dalle case del quartiere residenziale di Pessac, a cinque minuti in tram dal centro di Bordeaux. Haut-Brion è il solo premier cru classificato nel 1855 che non viene dal Médoc: fu inserito per la sua qualità storica ormai consolidata da secoli. Quello che rende Pessac-Léognan diverso da Saint-Julien o da Pauillac, appena più a nord, è la ghiaia: strati profondi di ciottoli antichi lasciati dalla Garonne, con sotto sabbia, argilla e calcare. Quella ghiaia drena velocemente l'acqua, scalda il suolo e matura l'uva in modo diverso.

Cosa distingue il Pessac-Léognan rosso dal Médoc

I rossi di Pessac-Léognan sono quasi sempre Cabernet Sauvignon e Merlot, come nel Médoc, ma il carattere finale è diverso. Qui si percepisce una nota fumosa e quasi terrea, con qualcosa di minerale che ricorda la pietra bagnata, meno fruttata e più austera rispetto ai rossi di Saint-Julien o Pauillac. Non è casuale: quel carattere è dato dai suoli di ghiaia e dalla vicinanza delle foreste di pini, che abbassano la temperatura e aumentano l'umidità locale. I Cru Classés de Graves riconosciuti nel 1959 sono tutti qui nell'appellation, inclusi Smith Haut Lafitte, Haut-Bailly, Domaine de Chevalier e Malartic-Lagravière. Le versioni meno note, come i secondo vini dei château o i vini di château più piccoli, offrono spesso un ottimo accesso allo stile della denominazione a prezzi nettamente inferiori. La longevità è il punto di forza: anche le versioni standard tengono bene 7-15 anni.

Con cosa abbinarlo e quando aprirlo

Il Pessac-Léognan rosso si serve a 16-18°C con decantazione di almeno 45 minuti per le versioni con meno di 8 anni. A tavola è perfetto con l'agnello arrosto, la carne di manzo alla griglia, la cacciagione, i piatti con tartufo o funghi. In Bordeaux il mariage classico è con l'agneau de lait des Pyrénées: la grassezza della carne e la tannicità fine del vino si bilanciano perfettamente. Le versioni giovani, che hanno ancora tannini asciutti, beneficiano di piatti con sugo di carne o fondi di cottura. Chi vuole avvicinarsi alla denominazione senza spendere molto può cercare le cuvée di ingresso dei château più famosi: spesso offrono lo stesso terroir a prezzi accessibili.

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